SEMINARIO CAMALDOLI, 15-16 luglio 2006

 

UNA DESTRA DI DESTRA
Manifesto politico per ritornare ai valori, ricostruire l?identità, rinnovare il progetto di Alleanza Nazionale.

Il seminario di Camaldoli si tiene in un momento nel quale viene fortemente avvertita, per primo da Gianfranco Fini, la necessità di oltrepassare l'esperienza di Alleanza Nazionale. Bisogna quindi prendere
atto che è alla fine del suo percorso il soggetto politico nato al Congresso di Fiuggi, cioè undici anni fa, a cavallo di due secoli, dalla convergenza di distinti filoni culturali (nazionale, cattolico e liberale) e dall’apporto fondativo di personalità politiche (Fisichella, Fiori, etc) che hanno lasciato polemicamente An dopo averla rappresentata a rilevanti livelli politici e istituzionali. Col documento del 29 giugno scorso l’esecutivo politico di Alleanza nazionale si pone l’obbiettivo di andare oltre Fiuggi e di costruire un grande partito, popolare e nazionale, di respiro europeo nella considerazione che l’ipotesi del partito unitario del centrodestra si è oggettivamente allontanata. Si apre quindi una nuova fase nella storia della Destra politica alla quale i partecipanti al seminario hanno inteso concorrere alla luce del sole e con la massima lealtà nei confronti del presidente del partito e dell’intera comunità politica e umana di An alla quale apparteniamo. Ciò si rende particolarmente necessario in quanto si è aperto, in forme improprie e talvolta inopportune, una sorta di dibattito strisciante, per lo più giornalistico, che di tanto in tanto fa intravedere prospettive preoccupanti e approdi lontanissimi dalla storia, dalla tradizione e dalla
missione, culturale e politica della Destra italiana. Quadri dirigenti, militanti ed elettori, assistono quotidianamente al fiorire di indiscrezioni e fughe in avanti, anche da parte di esponenti autorevoli del partito, che disegnano sempre più confusamente il futuro di An come formazione politica di centro o genericamente di centro-destra, laica se non addirittura laicista, indifferente o neutrale rispetto alle
questioni etico-culturali di fondo che animano e dividono la società, pronto a recepire acriticamente modelli che vengono da formazioni e leadership politiche che operano in altri e ben differenti contesti
nazionali (Sarkozy, Cameron etc.), con le quali è invece utile un confronto franco e aperto. Questa è la motivazione che dà senso e risposta al tema del seminario, perché quel che dovrebbe essere un dato acquisito e quasi genetico del nostro mondo politico e del suo progetto, appunto una ?una destra di
destra?, nell?attuale contingenza è diventato un patrimonio da ribadire, da difendere, da fare condividere.
I partecipanti al Seminario di Camaldoli, dopo ampio dibattito che ha coinvolto parlamentari, dirigenti politici, intellettuali, quadri impegnati nel governo del territorio e sulla base delle conclusioni politiche di Francesco Storace, hanno inteso dare vita a un MANIFESTO POLITICO PER UNA DESTRA DI DESTRA, con l’obiettivo di offrire a Gianfranco Fini, alla classe dirigente, a tutta Alleanza nazionale, un primo contributo per definire il perimetro di principi e idee fondanti, da cui possiamo metterci in cammino per affrontare le sfide della nuova stagione politica caratterizzata dal centrodestra all’opposizione.

DI DESTRA, SENZA SE E SENZA MA
In linea di principio e prioritariamente sentiamo il dovere di mettere in guardia tutta AN da commettere il grave errore per il quale, cedendo a una sorta di pensiero debole, Alleanza Nazionale non accettasse più di definirsi e farsi definire come destra politica e si facesse derubricare a partito indistintamente di centro-destra o di centro; o peggio in nome del politicamente corretto si facesse attirare da miraggi che ne
snaturassero irrimediabilmente il ruolo e la funzione. La suggestione della Rosa nel Pugno collocata a destra andrebbe in questa direzione. Le conseguenze sul piano dello spazio e del consenso politico sarebbero tutte negative e precisamente: a) fare rappresentare l?area della destra in Italia dalle formazioni della destra estrema e radicale b) collocare il partito in un centro affollato di partiti e movimenti che per tradizione e ragione sociale si trovano nel loro habitat naturale c) creare immotivate conflittualità e sovrapposizioni nell’alleanza di centrodestra. Alleanza Nazionale, o il nuovo soggetto Politico che domani ne prenderà il posto, deve continuare ad occupare lo spazio politico di destra, deve alimentarsi
delle idee e dei valori della destra, deve dire e fare cose di destra. Senza la destra non ci può essere centro destra come alleanza politico ed elettorale fra il centro e la destra ne possono esistere schieramenti
bipolari che si contrappongono e si alternano al governo come richiede una democrazia compiuta; verrebbe a mancare anche l’Altro da sé col quale la stessa Sinistra, per restare tale, ha bisogno di confrontarsi, competere, confliggere. In ?natura politica? esiste la destra, e in quasi tutto il
mondo, non il centro-destra che è sempre ? ed è bene che rimanga – un’alleanza tra il centro e la destra. Ed è la destra che da sola in Italia ha un mercato potenziale che gli analisti calcolano di circa il 30
per cento dell’elettorato italiano.

DESTRA DIFFUSA: IDEA CULTURA COSTUME FORMA MENTIS.
Per costruire il futuro politico della destra non si può prescindere dall’investire in una grande operazione di rilancio della Destra come idea, appartenenza, forma mentis. Operazione questa che deve muovere sia
sul piano della tradizione, dei valori, della cultura alta, delle biografie intellettuali che da sempre richiamano il genoma della Destra; ma anche su quello dei luoghi del costume, degli stili di vita, delle
tendenze, delle pratiche di massa, delle mille forme popolari dal cinema, all’editoria, allo sport, alla musica - che più o meno consapevolmente esprimono un modo di pensare e di essere ?di destra?. Si
tratta anche di raccogliere e valorizzare quelle esperienze positive che pure ci sono state negli anni di governo che sono riuscite a bucare il video e ad esercitare un’influenza nella formazione della pubblica
opinione. Pensiamo alla riscoperta della Patria alla Giornata della Memoria, al dibattito sui libri di testo, ad alcune produzioni televisive come quella sulle foibe, ma anche alle riforme-manifesto ?di destra? sulla
droga, sull?immigrazione, sulla riduzione del prezzo dei farmaci, sul rientro dell’interesse nazionale nella Costituzione italiana. Autori intelligenti alcuni molto giovani da Luciano Lanna e Filippo Rossi, a
Fabio Torriero, ad Angelo Mellone, hanno sottolineato l?importanza di questa operazione che va oltre il marketing politico o la mera propaganda e che invece punta a scorgere e segnalare quel qualcosa di destra che la società italiana esprime spontaneamente e che talvolta stentiamo a riconoscere. Sul nostro versante la politica deve rivendicare con orgoglio alla rive droit questa destra diffusa e interpretarla come sentimento spesso maggioritario del popolo italiano. A ciò si deve accompagnare anche una grande missione di liberazione della cultura nazionale attraverso il censimento e il disboscamento delle tante
norme che costringono gli uomini liberi a passare sotto il ricatto del potere per esercitare il loro diritto al sapere: è il tempo di lanciare nel Paese una grande controriforma legislativa per la libertà della
cultura con il varo di una petizione popolare che affermi il diritto di tutti all’espressione delle idee.

LA DESTRA E’ SACRA.
Val la pena ricordare che Alleanza Nazionale nella sua Carta fondamentale si definisce ancora un Movimento politico che ha il fine di garantire la dignità spirituale del popolo italiano (articolo 1 dello Statuto). Ciò perché la tradizione, l’immaginario, l’idea stessa della Destra richiama la visione trascendente dell’esistenza, il rapporto profondo col sacro, il rispetto della religione anche nella sua funzione di formazione della cultura, della tradizione e dell’identità nazionale. Una Destra laica o
addirittura laicista sarebbe una contraddizione in termini. Sarebbe comunque destinato al fallimento il tentativo di importare e trapiantare in Italia - dove la comunità nazionale ha radici profonde nella tradizione cristiana ed è sede della Chiesa cattolica - una destra che, in nome di concezioni minime della politica dettate da un certo versante del pensiero liberale, rinunciasse alle grandi scelte etiche e morali del nostro tempo, che riguardano il destino dell’uomo, la vita e la morte, il bene comune e i diritti della persona, destinate per questo a suscitare passioni e a dividere la società. E vale la pena ricordare che i principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa cattolica ma anche il pensiero, l’azione, l’esempio, il magistero, l?impronta umana e culturale di due grandi Papi - Giovanni Paolo II e il suo successore Benedetto XVI - costituiscono in modo naturale e spontaneo punti di riferimento
irrinunciabili per il popolo della destra. Per tutto questo, senza essere, come mai è stata in Italia, partito confessionale o collaterale, la Destra non può che mantenere nel suo dna legami forti con ciò che il sacro, la tradizione religiosa e il senso spirituale della vita rappresentano.

LA VITA COME MERCATO: LA MISSIONE BIOPOLITICA DELLA DESTRA.
E’ altrettanto connaturata alla stessa concezione della Destra l’idea della Vita e la cultura del limite come risposta a una Tecnica che è sotto i nostri occhi si sta impadronendo della vita umana: è qualcosa di
impensabile, che non era mai accaduto nella storia dell’uomo. Siamo per la prima volta dinanzi alla ormai concreta possibilità che l’uomo venga al mondo al di fuori della relazione affettiva tra un uomo e una donna; nascere da un padre e una madre non è più un diritto inalienabile. Non ce ne rendiamo conto, ma il futuro vicinissimo, il nostro presente è quello della produzione degli esseri umani attraverso macchine: costruire artificialmente esseri viventi è ormai possibile. La produzione e riproduzione dei viventi, la manipolazione genetica in tutte le sue varianti, sta diventando impresa, economia, ricchezza. E’ stata varcata una soglia che fino ad oggi ritenevamo invalicabile. La Vita attraverso la Tecnica diventa Mercato. E? la più grande sfida che la Destra si trova ad affrontare: la tutela della vita per come l’abbiamo finora conosciuta, la conservazione della specie umana, la difesa dell’uomo dalla trasformazione in macchina vivente riproducibile, clonabile, commerciabile. Il post-uomo è dietro l’angolo e la biopolitica è la nuova frontiera sulla quale la Destra è chiamata a svolgere la propria missione storica e politica. La Destra non solo non deve rinunciare alle tradizionali battaglie per la difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale, alla netta opposizione nei confronti di legislazioni permissive in materia di aborto, eutanasia, liberalizzazione delle droghe, ma deve farsi mens consapevole del processo storico in atto e assumere la guida culturale e politica per contrastarne il compimento.

LA DESTRA E LA PATRIA. VERSO IL COUNTRY PARTY
Se Carlo Azeglio Ciampi è stato l'uomo delle istituzioni che ha avuto il merito di fare riscoprire la Patria come valore condiviso, la destra italiana, nel lungo dopoguerra che ha visto la sua evoluzione all'attuale
forma-partito di Alleanza Nazionale, è stata la comunità politica che per decenni della storia della nostra Repubblica ha impegnato se stessa a coltivare, difendere e trasmettere agli italiani l'ideale della Patria.
Soprattutto nella solitudine degli anni in cui la parola Patria era stata cancellata sia dal glossario del politicamente corretto, come anche dal logos popolare quotidiano, tre generazioni politiche, centinaia di
migliaia di militanti, milioni di famiglie "di destra" hanno saputo ripetere e tramandare la parola dimenticata fino a farla riaffiorare dai fondali della comunità nazionale come parola-trend capace di fare vibrare, dalle curve degli stadi ai brani musicali dei cantautori, il sentimento di un'appartenenza mai andata perduta. Così la Patria, cara agli italiani di destra è diventata cara a tutti. Ma nella società politica la Patria è rimasta ed è ancora un topos esclusivo della Destra politica. Pesa ancora sulla sinistra, egemonizzata dalla sua componente radicale, un pregiudizio incapacitante dal quale studiosi e storici "gauchistes", hanno cercato di guarire senza riuscirci la sinistra stessa, troppo condizionata dalla
tradizione internazionalista e dagli input irresistibili provenienti dal movimento pacifista. Da parte nostra, guardando agli anni della nostra storia, attraverso il filo che lega le battaglie politiche per Trieste
italiana, ai giorni della difesa dei nostri militari in missione in Irak e in Afghanistan e del dolore per i nostri caduti a Nassirya, dobbiamo maturare la consapevolezza che la Patria è stata e continua essere l'idea, il sogno, la passione, che più di ogni altra, rappresenta l'immaginario degli italiani di destra. La cultura, la memoria storica, la lingua, il territorio, i monumenti, le città, e tutte le espressioni che suscitano apprezzamento e consenso nel mondo - dai successi del made in Italy alla vittoria della nostra Nazionale ai mondiali di calcio - ci danno l'orgoglio di riconoscerci ed essere riconosciuti come italiani. Alla Patria Papa Woityla -legatissimo alla sua Polonia- ha dedicato centinaia tra scritti e discorsi fino a delineare una "teologìa della Patria", declinazione del comandamento "onora il padre e la madre". E' arrivato il momento che il nostro patriottismo - libero e distinto dalle tentazioni del nazionalismo - che scorre nella storia della destra italiana diventi categoria politica e sia offerto ai nostri interlocutori, ai nostri critici, agli osservatori esterni anche internazionali come chiave di lettura del nostro ruolo nella democrazia bipolare italiana e nello scenario europeo. Il patriottismo è uno dei pilastri su cui ricostruire
l'identità di Alleanza Nazionale, con un'operazione intelligente di contenuti, di scelte strategiche, di comunicazione politica che conduca An allo sbocco del Country Party italiano.

DESTRA INDIPENDENTE VERO POTERE FORTE
La storia politica recente dell'Italia ha dato sempre contezza di una Destra politica tenuta fuori dal salotto buono del mondo economico. La conventio ad excludendum, caduta in sede politica da oltre un decennio con l'avvento della destra al governo, è stata mantenuta nei nostri confronti da parte dell'establishment economico e finanziario. Anche in occasione delle recenti scalate finanziarie e della guerra tra schieramenti contrapposti, con l'emersione di collegamenti organici tra partiti politici, banche, gruppi economici e grandi giornali, Alleanza nazionale è apparsa estranea a intrecci e relazioni condizionanti . Un dato oggettivo che, mentre viene vissuto in alcuni ambienti come minorità da recuperare
per rendere "presentabile" la Destra, deve essere invece valutato come titolo di merito da ascrivere alla leadership di An: l'indipendenza della Destra è valore irrinunciabile perchè è garanzia di primato della
politica, deve essere il nostro vero potere forte La Destra non deve rinunciare a rappresentare categorie che formano il suo blocco sociale. Ciò a maggior ragione in una stagione politica che, all'indomani di una consultazione elettorale, vede un governo adottare misure punitive contro i ceti che hanno scelto la coalizione oggi all’opposizione. Non era mai accaduto prima. Questa è la vera ragione dei provvedimenti varati dall'esecutivo con l?alici della liberalizzazione dalla quale sono stati esclusi settori e comparti (servizi pubblici, energia, cooperazione, etc) dove si addensano interessi economici e politici della sinistra. In realtà alzando il tiro contro professionisti e lavoratori autonomi come taxisti, avvocati,notai, farmacisti, il centro-sinistra sottoscrive una operazione che punta a modificare l'identità sociale del Paese. Più precisamente si vogliono cancellare strati sociali e professionali che fanno l'Italia per come è oggi, una Italia che rifiuta di convertirsi a canoni e modelli che adesso il governo vorrebbe introdurre con l'uso della forza. Difendere il proprio blocco sociale per la Destra è una priorità politica che deve prevalere su qualunque analisi tecnica la quale, isolata dal contesto, fa sbandare segmenti del centrodestra verso irragionevoli aperture di credito a provvedimenti di cui il senso politico ci rivela le reali finalità. In alcuni casi è palese un vero e proprio complesso di inferiorità verso la sinistra.E’ probabilmente il momento di dimostrare che non si intende subire la propaganda di governo e organizzare per l’autunno una grande
manifestazione nazionale a Roma con il varo di una controfinanziaria che discenda dall’attuazione del programma 2006 della casa delle libertà.

DESTRA E? DEMOCRAZIA DIRETTA
La riforma della legge elettorale ha provocato giudizi controversi. Da una parte si afferma il valore di una competizione che riduce il rischio della corruzione ed elimina lo scontro interno ai partiti nel momento del confronto davanti al popolo. Ma è innegabile che si pone il problema della selezione del ceto politico. E’ una questione che riguarda tutti i partiti e sarebbe riduttivo, oltre che di pessimo gusto, parlarne solo per Alleanza nazionale. Ma è altrettanto indiscutibile il pericolo di una deriva oligarchica per la democrazia italiana ed è difficilmente sostenibile che il metodo delle primarie che non eliminerebbe i costi interni ad una competizione non rappresenterebbe la panacea. Sarebbe solo una delle soluzioni, ma
probabilmente è l’ora di fare di più. Pensiamo a forme di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione sul diritto dei cittadini ad associarsi in partiti, dando forza di legge agli statuti delle forze politiche con la loro pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e condizionando il finanziamento pubblico al rispetto delle norme contenute. E’ la destra, che del primato della partecipazione dei cittadini alla politica ha fatto la propria bandiera per decenni, che deve lanciare una grande iniziativa nel Paese. Milioni di firme e proposte di legge da presentare in Parlamento rappresenteranno un autentico biglietto da visita per la destra che vuole includere e non escludere.

 

 

Camere dell'Eremo dei Camaldoli-Napoli

Cappella dell'Eremo dei Camaldoli

Convento dei Camaldoli

Convento dell'Eremo dei Camaldoli

Convento di Eremo di Camaldoli

Convento esterno

Dibattito seminario Politico

Foto di gruppo al seminario politico

Le Mura al seminario politico Destra di Destra

Manifesto seminario politico

Momenti del seminario

On. Currenti e Le Mura al seminario politico

On. Storace e On. Briguglio

On. Storace, LeMura e On. Briguglio

Panorama di Napoli e penisola Sorrentina

Partecipanti al seminario politico

Relazione On. Briguglio seminario Politico

Stanze dell'Eremo dei Camaldoli